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Dott. Masino Scutari - Chirurgia Estetica estetica - perfezione - Chirurgia Estetica
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CHIRURGIA ESTETICA: Operarsi o no?

E' sbagliato pensare che il ricorso al bisturi possa risolvere, oltre all'inestetismo, anche problemi psicologici profondi.

* Mentre la chirurgia plastica ricostruttiva ha lo scopo di salvaguardare la funzionalità dell'organismo e quindi è necessaria per la quantità di vita la chirurgia estetica invece è facoltativa e migliora la qualità di vita. Di conseguenza chi fa questa scelta deve essere pienamente responsabile e in grado di affrontare serenamente le conseguenze positive e negative che ne possono derivare.

* Spesso si chiede al chirurgo di restituire la giovinezza a chi l'ha perduta o la bellezza a chi non l'ha mai avuta, ma la realtà è molto diversa dall'immaginario.In alcuni casi può riuscire bene e dare risultati quasi miracolosi in altri per raggiungere un cambiamento apprezzabile è opportuno sottoporsi a più di una operazione chirurgica e, magari, il risultato alla fine non è quello desiderato.

* Per questo motivo, non tutte le persone si possono sottoporre alla chirurgia estetica e il fatto di avere un difetto fisico non giustifica sempre un intervento. E' il chirurgo che dopo una attenta valutazione psicologica del paziente con l'aiuto eventuale di uno psicologo verifica se una persona-paziente può affrontare o no senza problemi l'intervento chirurgico .

Le caratteristiche del candidato ideale

Quali sono le caratteristiche ideali dal punto di vista psicologico per potersi sottoporre ad un intervento di chirurgia estetica? E' essenziale avere una personalità stabile, essere cioè una persona equilibrata,serena in grado di affrontare bene il decorso postoperatorio.Non crearsi aspettative eccessive ed essere consapevoli che l'operazione chirurgica può correggere un difetto ma non cambiare i connotati:l'intervento può solo migliorare l'aspetto fisico in modo realistico.Il paziente ideale non si aspetta di cambiare totalmente la propria vita,di risolvere problemi in ambito affettivo,sociale e lavorativo:un difficile rapporto con il partner o un insuccesso in ambito professionale non possono essere superati esclusivamente grazie ad un cambiamento fisico esteriore.La persona equilibrata sa che eliminare un difetto fisico circoscritto può influire sull'aspetto psicologico infondendo sicurezza e perciò indirettamente migliorare la qualità di vita ma è anche in grado di superare il disappunto quando non si concretizzano le aspettative.

LE ETA' PIU DIFFICILI

Prima dei 20 anni e dopo i 50 anni sono i momenti in cui è consigliato di valutare attentamente l'opportunità di sottoporsi ad una operazione di chirurgia estetica.I giovani potrebbero essere del tutto inconsapevoli mentre i 50 anni portano con se un periodo di cambiamento con l'ansia e l'angoscia della perdita della giovinezza.

L'ADOLESCENZA

In questo periodo i giovani scoprono il proprio corpo,lo guardano con attenzione,ne osservano i cambiamenti.
Ed è anche l'età in cui il ragazzo forma la propria personalità e il carattere.In questo delicato momento,un adolescente può attribuire le difficoltà che normalmente insorgono nel rapporto con i coetanei al proprio aspetto fisico,non corrispondente ai modelli estetici proposti dai mass media.In questo caso è possibile che chieda insistentemente ai genitori il permesso di rivolgersi a un chirurgo estetico.Così,il genitore per primo deve essere in grado di capire se il problema del ragazzo è reale,cioè se sussiste veramente un difetto fisico che dal punto di vista psicologico gli ipedisce un rapporto normale con i coetanei,oppure se tale problema deriva dall'insicurezza dell'io,da una difficoltà di inserimento che sarà superata con l'età.In entrambi i casi,prima di rivolgersi al chirurgo estetico,può essere utile il parere di uno psicoterapeuta.
In alcuni casi è il genitore che spinge l'adolescente verso la chirurgia estetica perché spera così di facilitare l'inserimento sociale del figlio.Questo è un comportamento scorretto:il genitore esercita una vera violenza psicologica,approfittando dell'immaturità e della dipendenza del ragazzo.
Rivolgersi al chirurgo in età adolescenziale può anche aggravare una situazione di instabilità dell'io:l'adolescente che crede di risolvere ogni problema eliminando un difetto fisico,presto si accorgerà che un cambiamento estetico influisce poco nel rapporto con gli altri e che il valore di una persona è determinato più dalla sua ricchezza interiore che dal suo aspetto.

DOPO I 50 ANNI

In questa età i segni del decadimento fisico si fanno sempre più evidenti ed è possibile desiderare di ricorrere al chirurgo estetico. E' giusto e perfettamente comprensibile il desiderio di contrastare i segni dell' invecchiamento,
ma con equilibrio: è ragionevole sottoporsi a un'operazione, ma non lo è quando gli interventi si susseguono ogni anno. E' pertanto importante capire quali motivazioni sono alla base del desiderio di cambiare: l'operazione chirurgica non può fermare il tempo e comunque, si deve imparare ad accettare una nuova fase della vita.
La smania di sottoporsi a ripetute operazioni può essere affrontata parlandone con le persone più care, cercando di valutare se stessi non solo per l'aspetto fisico ma per quello che si fà e si è fatto nella propria vita,oppure rivolgendosi alla psicoterapia.

CHI DEVE EVITARE L' OPERAZIONE

Tre categorie di persone non dovrebbero sottoporsi a operazioni di chirurgia estetica: i dismorfofobici (persone di normale aspetto che hanno una sensazione soggettiva di bruttezza ),i soggetti affetti da disturbo border-line di personalità (persone labili emotivamente , con instabilità,ostilità nei confronti degli altri e frequenti cambiamenti di umore)e gli instabili psichici.
Si tratta di veri e propri disturbi psichici che non consentono di affrontare un'operazione.
Il chirurgo estetico è in grado di capire quando ha fronte una persona instabile psichicamente perché questa si presenta con richieste impossibili da esaudire, che vanno al di là di qualsiasi ragionevolezza.Non è in grado,invece di capire se ha di fronte una persona dismorfofobica o border-line neppure dopo un colloquio approfondito.Si tratta infatti di disturbi nascosti, che richiedono un esame accurato.
Il dismorfofobico si percepisce come brutto :la percezione, però, spesso non corrisponde alla realtà perché nella maggior parte dei casi ne sono affette persone non brutte. Le parti percepite come più brutte sono il naso e il seno.La malattia, in genere si presenta in età adolescenziale o giovanile e permane nel tempo se non è curata: le età critiche sono tra i 20 e i 30 anni e tra i 50 e 60 anni. La persona affetta da questo disturbo si cruccia della propria immagine corporea e dei propri difetti e dedica un' esagerata attenzione al proprio aspetto.
Non si guarda mai allo specchio o, al contrario si osserva in continuazione. Allo stesso tempo,si verifica una significativa alterazione nei propri rapporti sociali e di lavoro e, nei casi più gravi,può cadere in depressione.
Infine, può presentare tratti ossessivo-compulsivi (tendenza a ripetere alcuni comportamenti in relazione a paure che la persona non vive come proprie,anche se non riesce a liberarsene).
Il dismorfofobico vorrebbe sottoporsi continuamente a interventi chirurgici per difetti inesistenti che,comunque,non troverebbero soluzione. Tale malattia si può curare solo rivolgendosi a uno psichiatra.
La persona affetta da disturbo border-line di personalità è caratterizzata da instabilità emotiva e affettiva,
accompagnata da ostilità e frequenti cambiamenti di umore. Queste persone, quando si rivolgono al chirurgo estetico, si presentano come “isaziabili”,sono cioè sempre isoddisfatte e richiedono continui interventi sulle stesse parti.L' operazione di chirurgia estetica, in alcuni casi, può addirittura aggravare il disturbo, come conseguenza del cambiamento.

QUANDO FARE ATTENZIONE

La maggior parte delle persone si sottopone agli interventi di chirurgia estetica tra i 20 e i 50 anni . Ed è proprio
in questa fascia di età che esse devono essere psicologicamente in grado di affrontare al meglio un intervento.
Infatti,esistono categorie di donne e uomini che necessitano di particolare attenzione, anche se non presentano gravi anomalie del comportamento.
A una persona troppo ansiosa (che tende ad avvertire come pericolosa o minacciosa una situa zione normale) o fobica (che ha paure immotivate) il chirurgo estetico, durante la fase del colloquio preliminare, dovrà dare maggiori rassicurazioni e attenzioni per aiutarla ad affrontare serenamente la fase pre e post operatoria. Se,ivece,questidisturbi sono eccessivi il chirurgo può spingere il paziente a temporeggiare fino a quando non è perfettamente tranquillo.
Persone molto sole,che non riescono ad avere rapporti interpersonali, non dovrebbero considerare solo la chirurgia estetica per risolvere le difficoltà.Questa può fornire un valido aiuto e un supporto a una psicoterapia che affronti il problema alla radice, cioè nel rapporto dell'individuo con sé stesso.
Infine, esistono persone adulte, particolarmente immature che desiderano avere tutto e subito senza affrontare disagi e difficoltà: anche in questo caso intervenire immediatamente con l'operazione, senza parlare al chirurgo di queste caratteristiche della personalità, può essere dannoso.

IL SUPPORTO PSICOLOGICO

Molte persone potrebbero avere difficoltà di tipo psicologico e desiderare ugualmente di modificare un aspetto del proprio corpo.Per aiutarle, alcuni chirurghi estetici aggiornati si fanno affiancare da psicologi.
Nella fase preliminare,oltre al normale colloquio,il paziente compila un lungo test che,interpretato e studiato dallo psicologo, permette al chirurgo di individuare, in breve tempo,tratti di personalità alterati o problematici.
Usato dalla maggior parte dei chirurghi estetici negli USA,in Francia e nei Paesi del nord Europa, il test psicologico è un valido supporto per il chirurgo.Il paziente quindi non deve”sentirsi indagato”. Anzi,deve valutare questa attenzione nei suoi confronti come un segno della maggiore professionalità del chirurgo.
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